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UN PENSIERO PER TE – Meditazioni quotidiane -  MEDITAZIONE FORMALE - POSTURA

  • Patrizia M. Rottigni
  • 3 feb 2017
  • Tempo di lettura: 3 min

Meditazione per il 3 febbraio

La meditazione ha lo scopo di portarti in uno spazio interiore e di lasciare la realtà quotidiana all’esterno.

Qualcuno pensa di poter meditare anche stando sdraiato, o adagiato in una poltrona, o quantomeno appoggiandosi allo schienale della seggiola.

Ahimé non è così.

Chiarisco subito che tra il non fare nulla e meditare in una posizione “scorretta”, meglio quest’ultima scelta.

Ancora di più, tra non fare nulla e almeno leggere la meditazione nei 10 minuti trascorsi in tram, autobus o in coda alla posta, meglio queste opzioni alternative.

Quando però riesci ad aver il tempo giusto da dedicare a te stesso, allora la meditazione formale offre il massimo e i migliori risultati.

Iniziamo allora.

In oriente si medita seduti a terra nella posizione del loto o del semiloto.

È una postura che favorisce la meditazione: la colonna vertebrale è eretta e autosostenuta, con le proprie curvature corrette che si mantengono spontaneamente. Le natiche e le due ginocchia a terra creano una base d’appoggio triangolare che garantisce la stabilità. L’ideale per portarsi profondamente verso l’interno di sé stessi.

Le popolazioni d’oriente siedono abitualmente a terra sin dall’infanzia non solo per meditare ma anche per mangiare o svolgere altre attività, quindi è facile per loro assumere comodamente la posizione del loto.

Non si può dire lo stesso per noi occidentali. Per alcuni può rivelarsi terribilmente scomodo e in quel caso tutta l’attenzione viene rivolta al corpo, alle contratture e ai dolori che ne conseguono. Però anche tra gli occidentali qualcuno riesce a trovarsi molto bene in questa posizione.

Ci puoi provare e puoi anche sperimentare stratagemmi per riuscire a stare fermo; se il problema sono le ginocchia che non arrivano a terra puoi utilizzare dei supporti che agevolano la posizione del semiloto e ti consentono di stare fermo e “dimenticare” il corpo.

Oppure puoi assumere la posizione all’occidentale.

Meditando sulla seggiola si ripropone il tripode, solo che appoggiamo i piedi a terra, nella “posizione del faraone”. I faraoni stavano seduti sul trono con la schiena eretta senza appoggiarsi allo schienale.

Per riprodurla scegli la seggiola adatta.

Serve il sedile piatto (come quello del faraone) che ti consente di stare seduto senza fare fatica, con la colonna vertebrale nella medesima posizione di chi medita seduto a terra. Invece le seggiole con il sedile imbottito, arcuato, concavo, o “in discesa” sono un vero impedimento e dopo pochi minuti costringono la colonna vertebrale a incurvarsi. Piuttosto è meglio utilizzare un treppiede o un seggiolino a 4 zampe, purché piatto e stabile.

Personalmente non resisto molto seduta a terra mentre posso stare a lungo sullo sgabellino e non sentire più il corpo, proprio come serve per meditare correttamente.

Detto questo iniziamo

Hai trovato la seggiola o lo sgabello? Bene!

Vai nel tuo luogo preferito e siediti nella posizione corretta: piedi piatti a terra, schiena eretta e autosostenuta, mani poggiate sulle ginocchia.

Tutto qui. Eppure è fondamentale.

Oppure assumi la posizione del semiloto (se sei un maestro di yoga del loto!).

A livello formale è identico.

In entrambi i casi non puoi cadere né di lato, né indietro e – ovviamente - neppure in avanti.

Sei al sicuro e puoi dedicarti alla meditazione in tutta tranquillità.

Inizia a respirare.

Espira

Inspira

Anzi, perché non utilizzi la meditazione semplice registrata e pubblicata il 21 gennaio?

Ecco il link

https://www.youtube.com/watch?v=bYgq0Q4N8To

Nella posizione corretta 11 minuti sono più che sufficienti per entrare in profondità.

Se prima d’ora non avevi ancora assunto la posizione formale, quando uscirai dalla meditazione sentirai la differenza.

Queste basi ti accompagneranno nelle prossime meditazioni e nel nostro lavoro… sempre che tu lo desideri.

Patrizia Manuela Rottigni


 
 
 

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