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Patrizia M. Rottigni

UN PENSIERO PER TE – 14 giugno - Meditazioni quotidiane - Giorno 165 - RINNOVARSI OGNI SETTE ANNI -


Il nostro organismo rinnova completamente le cellule ogni sette anni,

a parte quelle del sistema nervoso, e In psicologia

si indicano cicli di sette anni per la trasformazione individuale.

In pratica ogni sette anni il nostro corpo e la nostra psiche sono rinnovati.

Perché continuare a credersi monolitici e immutabili?

Anche nel Sufismo, nella Medicina Tradizionale cinese, nell’islam antico

e nell’antichità delle nostre culture e in altre comunità

era ed è diffusa la conoscenza del ciclo dei sette anni.

La semplice ripartizione in 4 Tempi della vita (Islam antico) indica

il Tempo della Crescita – dalla nascita ai 28 anni – come il periodo

dello sviluppo dell’organismo e della formazione della personalità.

Nel Tempo della Stabilità, dai 28 ai 56 anni, ecco la realizzazione personale e l’equilibrio,

cui fa seguito l Tempo della Prosperità, dai 56 agli 84 anni.

Il Tempo della Saggezza, dagli 84 ai 112 anni è l’ultimo passaggio.

Nel 400 AC Ippocrate affermava la presenza di sette tempi della vita:

lattante, bambino, adolescente, giovane, adulto, uomo maturo, anziano

e collegava a ogni passaggio le caratteristiche di un pianeta del sistema solare.

Nel 900 Steiner, fondatore della medicina antroposofica torna a parlare

dei cicli dei sette anni e a collegare agli “Archetipi” dei pianeti alla biografia umana.

Queste fasi di sviluppo, o settenni, sono ancora oggi rispettate nella pedagogia Waldorf.

Oggi chiamiamo biosofia questa partizione dell’esistenza umana in fasce di sette anni.

Occupiamoci dell’andamento della tua vita e della tua evoluzione.

Per prima cosa portati nel tuo stato meditativo

esci dallo spazio delle informazioni e della conoscenza razionale

e portati all’interno di te stesso, in quello spazio ove puoi ascoltare

e comprendere utilizzando la tua qualità divina: l’intuizione.

Espira

Inspira

Continua a farlo fino a quando ti senti centrato

poi continua a leggere mantenendo la centratura.

Tu, che mi leggi, potresti avere qualunque età,

quindi adatta la meditazione alla tua età attuale.

Se, ad esempio, 41 anni, puoi continuare a meditare

immaginando te stesso nel periodo successivo cui facciamo riferimento

sapendo che fa parte del tuo futuro (oppure puoi concludere la meditazione).

I primi 21 anni sono dedicati all’ educazione;

fino a 7 anni il tuo compito era quello di imitare

e lo facevi con chiunque, qualunque cosa facesse.

Così piccino, era molto importante essere accarezzato e curato con amore

e ascoltare parole pronunciate con un tono caldo e morbido.

Eri dipendente dall’ambiente circostante, soprattutto dalla mamma

che rappresentava la tua luna.

In quel periodo eri come una piccola spugna

assorbivi le armonie e disarmonie intorno a te.

Cosa sai della tua vita di quel periodo?

Se non sai, cosa percepisci ora?

Prendine nota interiormente.

Fino ai 14 anni sei stato un apprendista.

Il pensiero e la memoria iniziavano la loro attività

sono caduti i denti da latte per far posto a quelli permanenti.

Hai cominciato la scuola. Com’è andata?

Il maestro e i compagni sono figure molto importanti

Ti trovavi bene o hai faticato a integrarti o adattarti?

È il periodo in cui si sperimentano le correnti di simpatia e antipatia

e si acquista la capacità di relazionarsi e di comunicare.

Te la sei cavata bene?

Nello spazio dai 14 a 21 compare lo spiritod’iniziativa. Era il tuo compito.

Un grande maremoto ha assale la tua vita da adolescente,

dando intensità ai rapporti, alle emozioni e generando sentimenti estremi.

Il giovane è idealista, si ribella a ogni forma di autorità

vuole essere totalmente rispettato dai genitori per evitare gravi conseguenze.

Tu – adolescente - eri ormai pronto a sperimentare il pensiero astratto,

a formare un tuo giudizio su ciò che esiste – che deve essere sperimentabile

e a dubitare fermamente dell’esistenza di Dio o di una Forza Cosmica.

Era il tempo in cui sperimentare il bene e il male dentro di sé,

Il fisico completava un altro pezzo del suo sviluppo, gli arti si sono allungati,

gli organi sessuali si sono espansi, dando vita alla ricerca dell’altro

cercando ciò che ci completa, il partner. I primi amori.

Quali episodi ricordi? Com’era il tuo ambiente famigliare?

Continua a prendere nota dentro di te.

Andando verso i 28 anni il giovane sviluppa la sensibilità

e scopre il mondo e rapporti in una forma più vasta.

Desidera profondamente conoscersi e lo fa esplorando

la sua natura sentimentale, le sue emozioni, sensazioni e percezioni;

vive una gamma di rapporti e di esperienze più vasta possibile.

L’obiettivo era fare di sé un uomo o una donna di cuore,

così da gettare le basi per un sano sviluppo della vita adulta.

Come hai sviluppato la tua parte sensibilie?

In questa fascia di età era possibile guarire le ferite vissute

nel settennio precedente (dai 14 ai 21 anni).

E quali / quante ferite avevi da guarire?

Se non lo hai fatto allora, fallo adesso, abbraccia il giovane che eri,

lascia che dal suo cuore sgorghi tutto il dolore che aveva provato,

perché si allontani da lui/lei, poi respirate insieme, con calma;

lascia che questa tua giovane parte guarita diventi piccola,

tanto piccola da stare nella tua mano… un piccolissimo “te”.

Infine deponila nel tuo cuore, perché porti in te la guarigione

di quel settennio della tua vita (14-21).

La persona adulta si sposta in una fase di riflessione

e si incammina verso i 35 anni, periodo di svolta della vita.

Qui hai imparato a rispondere ai tuoi interrogativi

e hai cominciato a ridefinire l’idea che avevi della conoscenza

lo hai fatto? Se non lo hai fatto, è da fare.

In questa età è possibile guarire le ferite del secondo settennio (dai 7 ai 14 anni).

Il periodo che va verso i 42 anni ha il compito di confermare la padronanza.

La persona finalmente agisce tenendo conto di ciò che pensa e ama.

È il periodo della grande svolta della vita,

è possibile orientarsi verso il proprio fine

A te cosa è capitato? C’è stata la svolta?

È stata fisica o interiore? Rifletti e annota.

In questa fascia di et àè possibile guarire il primo settennio (dalla nascita ai 7 anni).

Da questo momento in poi la persona si concentra sulla rivelazione di Sé.

Nel settennio che porta ai 49 anni matura la Libertà.

Siamo in piena maturità, capaci di utilizzare i nostri strumenti

e così è possibile esprimere tutta la ricchezza creativa.

L’individuo deve acquisire piena autonomia e vive una sorta

di anti-adolescenza (pubertà invertita) compresa l’agitazione interiore.

A te è accaduto? Hai potuto mantenere la centratura?

La trasformazione ha portato alcune acquisizioni:

  • imparare a rivolgersi agli altri correttamente

  • spostare l’attenzione che era riservata a partner e figli, aprendosi al mondo e alla fratellanza

  • il successo personale e sociale si trasforma in collaborazione con gli altri

e nel creare progetti di grande portata, con altre persone

  • contribuire a edificare il mondo e piantare i semi del futuro

Quindi la persona dimentica se stessa e si interessa al mondo nel quale vive.

Così incamminandosi nella fascia che arriva ai 56 anni

si sviluppa il dono di sé.

Libera dall’influenza di passioni e istinti,

la persona si disimpegna dal sentimento

e vive con maggiore tranquillità e interessandosi agli altri e al mondo.

Un compito importante è aiutare i più giovani a realizzarsi grazie alla tua esperienza.

Hai messo te stesso al servizio degli altri?

Nel settennio dai 56 ai 63 anni si sviluppa la saggezza.

Le spalle sono sufficientemente solide per intraprendere progetti di grande responsabilità.

Qui si raccolgono i problemi e i benefici vissuti nella prima infanzia,

si traggono gli insegnamenti dalla vita e, al tempo stesso,

si trasmette la speranza ai bambini e ai giovani adulti.

È fondamentale essere di sostegno verso chi incontriamo.

È qualcosa che credi di poter fare? Lo hai fatto?

Dopo i 63 anni continua lo sviluppo dell’elemento spirituale nell’uomo,

a fronte di una graduale diminuzione dell’energia fisica e vitale,

ma si può sperimentare un incremento delle forze spirituali e di coscienza

una maggiore consapevolezza del mondo sottile.

Il periodo che segue il 63° anno è una nuova fase della vita dell’uomo

che può portare notevoli slanci di una nuova libertà,

a una nuova giovinezza dell’anima, altro che senilità!

Come ti trovi? Cosa ne pensi? O come pensi che sarai?

Pochi lettori avranno già raggiunto e superato questa età,

quindi il compito che do alla maggior parte di voi meditatori

è quello di immaginare come saprete sviluppare questi elementi.

Un ultimo importante passaggio.

Portati in un’età molto saggia e adulta, hai 111 anni,

sei sano e vitale, saggio e in buona presenza mentale.

Ora riprendi contatto con i momenti più difficili che hai riconosciuto

durante l’esplorazione dei settenni della tua vita

osservali con tutta la saggezza e l’esperienza che hai accumulato

e individua dentro di te una buona soluzione per quei disagi;

poi immagina di tenere il problema tra le mani unite davanti a te

e soffia tre volte con forza sulle mani per dissolvere ogni residuo.

Ripeti questo esercizio con tutti i problemi che hai riscontrato:

trova la soluzione, riporta quiete in quel periodo, poi dissolvili.

Elabora con calma le ferite e i problemi che sono riemersi.

Riporta con tranquillità l’equilibrio nella tua vita

poi ringrazia questa parte di te anziana e saggia

e lasciala andare, riportandoti piano piano verso il momento presente.

Respira, muovi le dita delle mani e dei piedi

Fallo con tutta calma

Al termine sbadiglia e rilassati sulla seggiola.

Ascoltati e senti la potenza del lavoro che hai compiuto.

Patrizia Manuela Rottigni


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