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UN PENSIERO PER TE –  7 luglio -  Meditazioni quotidiane - Giorno 188 - AUTOLIMITAZIONI -

  • Patrizia Manuela Rottigni
  • 6 lug 2017
  • Tempo di lettura: 3 min

Inizia la giornata di oggi davanti allo specchio del bagno

guardandoti negli occhi con un sorriso

e ripetendo “io mi voglio bene”.

Perché?

Perché te lo meriti e soprattutto ti meriti

di abbandonare le credenze limitanti.

Prima di proseguire con la meditazione portati al tuo interno

trova il tuo spazio

espira

inspira

e continua finché senti la centratura

poi riprendi a leggere.

Quando si vive un sistema di credenze limitanti

alle spalle c’è sempre una paura.

La paura è creata dal sistema di credenze stesso

dietro c’è un bisogno che alimenta il tutto.

Per prima cosa è importante definire la paura.

Che tipo di paura è?

Quante sono le paure che possono bloccarti?

Vediamone alcune: dipendenza; perdere l’amore;

povertà; dolore fisico; solitudine; abbandono…

Individua la paura e valuta come agisce.

Per farlo, mentre mediti porta l’attenzione all’interno

e mettiti in ascolto, con pazienza,

fino a quando emerge la sensazione.

Quella sensazione è la risposta. È la paura.

Ora che conosci la paura, puoi passare alla credenza.

Quale credenza alimenta questa paura?

Anche le credenze sono molte, ti suggerisco le principali.

Non valgo nulla; non sono importante; sono brutto;

non merito; non sono una persona da amare; sono stupido;

sono colpevole; sono inferiore; sono una vittima…

Anche in questo caso ti metti in ascolto con pazienza,

espiri, inspiri e aspetti la sensazione.

Se ad esempio la tua paura è quella di essere abbandonato,

tra le varie credenze che possono alimentare questa paura

emerge la credenza “non sono importante”.

Stai cominciando a tracciare la tua mappa.

Ora si tratta di trovare il bisogno sottostante.

Anche l’elenco dei bisogni è lungo, ecco o quelli principali.

approvazione; incoraggiamento; affetto; fiducia;

accettazione; attenzione; apprezzamento;

ammirazione; conferma; comprensione; rispetto…

Di nuovo portati in profondità e individua il bisogno

che non è stato soddisfatto e che ha creato la credenza e la paura.

Ascoltati

Espira - Inspira

Lascia che il bisogno emerga.

Nell’esempio la paura dell’abbandono era legata alla credenza

di non essere importante; i bisogni non soddisfatti

potrebbe essere diversi; poniamo che sia accettazione.

Non venire accettato ti ha fatto credere di non essere importante

e si è generata la paura di venire abbandonato.

Un altro esempio: non riesci a lasciare la casa dei tuoi genitori.

La paura individuata è “indipendenza” (quindi ti senti dipendente da loro)

collegata alla credenza “non sono in grado di stare da solo”.

Il bisogno in quel caso, è “Riconoscimento”.

Così per sfuggire la paura continui ad alimentare il bisogno di riconoscimento.

Ora è il momento di rompere il circolo vizioso

che ti tiene bloccato nell’autolimitazione.

La prima cosa da fare è ridurre l’emozione,

quindi si tratta di prendere quella paura e lasciarla andare.

Non è facile? Forse. O forse è facile.

Comincia con l’accettare questa paura.

Prendine atto. Vivi un po’ con lei, non continuare a scappare.

Medita immaginando di vivere così

e di essere sereno perché sei consapevole che è solo una paura.

Piano piano (neanche troppo piano) la paura comincia a calare.

Il secondo passo è colmare il bisogno . Come?

Mentre mediti afferma “sono felice anche se non avrò mai… (il bisogno in questione)”

Non significa che non ti interessa più,

solo che puoi essere felice comunque (e ne abbiamo già parlato in precedenza)

e con questa affermazione non alimenti più la credenza.

In pratica non viene più alimentata la credenza e interrompi il circolo vizioso.

Hai fatto tutto questo?

Se non lo hai fatto prenditi il tempo che serve. Fallo!

Indaga, ascolta, accetta, trasforma.

Accetta che sia così.

Accetta che potrebbe essere così per sempre.

Pesaci: scappare, avere fretta, “non poterne più” cosa ti ha portato?

Vento di tempesta; so che sei d’accordo.

Accetta. Semplicemente. In questo modo togli vento alle vele.

Non solo, recuperi forza e energia per agire, per vivere, per lasciar fluire.

Di solito – magicamente – le cose cambiano.

Cambiano anche perché c’è uno step successivo:

Definisci cosa desideri. Cosa vuoi in alternativa?

Ecco l’obiettivo = voglio essere (per esempio indipendente)

E cosa puoi fare se sei indipendente?

Crei una nuova credenza positiva: Posso…

Ad esempio “posso vivere da solo”

E ti visualizzi mentre hai già raggiunto con successo il tuo obiettivo

e sei felice, apprezzi il fatto essere arrivato lì,

quindi ti visualizzi mentre stai vivendo l’obiettivo

Come accade a alcune coppie che non erano riuscite a avere figli.

Adottano un bambino che arriva dopo una certa attesa

(e una lunga e paziente preparazione, seguiti da persone esperte)

hanno accettato la situazione e hanno cambiato direzione.

Molte di queste coppie dopo un po’ di tempo si trovano in gravidanza.

Non è un miracolo, è la potenza dell’accettazione

E vale per tutti gli aspetti della vita. Tutti.

Accetto, faccio del mio meglio, vivo con serenità, esco dall’autolimitazione

…e la vita cambia.

Patrizia Manuela Rottigni


 
 
 

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